Il progresso per le donne – WhatIthink

Inizio sottolineando che questo non sarà un tema facile, in quanto donna, figlia, sorella, amica ed un giorno spero madre, non vorrei dover vivere in una società che impone di trattare determinati argomenti, ma la storia non è fatta solo di ideali così come il mondo non si cambia solo con le parole, quindi proviamo a cambiarlo rendendoci conto dei fatti.

6 milioni 788 mila donne italiane hanno subito violenza, che sia fisica o sessuale. Il 31,5% delle donne dai 16 ai 70 anni.

Dati ISTAT

Il che vuol dire che una donna su tre ha subito una violenza di qualche tipo. Nel nostro giro di amiche, nella nostra famiglia, sul lavoro, è possibile che una (o più) tra le persone che conosciamo porti un dolore immenso, indescrivibile, che l’ha spinta a sentirsi debole ed impotente. Una donna su tre si è sentita umiliata, denigrata e sminuita da un uomo. Vorrei far notare che non tutto il progresso riguarda gli oggetti ma tanto di questo sta nelle mentalità, nell’evoluzione che non può essere solo tecnologica ma deve essere seguita da una svolta intellettuale. Vorrei scuotere quegli uomini che credono ancora che una donna possa essere una loro proprietà. Avete perso la potestà su di noi dopo anni di lotte mirate a farci sentire esseri umani e non oggetti, lotte che vorrei fossero compiute in tutto il mondo, ma ci sono ancora culture che obbligano le donne a rinunciare a cose per noi scontate, come mostrare il proprio volto o poter lavorare, anche se qui si apre una parentesi che verrà affrontata successivamente. Non accetteremo la regressione da quei diritti che a fatica sono stati conquistati cosi come non accetteremo che le parole pronunciate da noi abbiano un significato diverso da quelle pronunciate da un uomo.

NO è NO!

Se vi diciamo di no nulla vi da il diritto di sfiorarci o di guardarci, figuriamoci di toccarci o usare la violenza. In quanto donne abbiamo un potere decisionale sulla nostra vita, il colore del nostro rossetto, le nostre forme o come ci vestiamo non vi danno diritto di approfittare del fatto che siete fisicamente più forti di noi. Se vi diciamo no, intendevamo proprio no, non abbiamo dato modo di lasciarvi libera interpretazione ne vi abbiamo mandato segnali che indicavano altre intenzioni. Noi siamo padrone della nostra vita e di decidere per questa tanto quanto voi, con la differenza che in molte persone questo ancora non è chiaro.

Viviamo in una società in cui fino alla fine del XX secolo erano concesse delle attenuanti per ciò che è definito il delitto d’onore, mosso da un’azione che potesse andare ad intaccare la credibilità o l’onore della famiglia, in questo caso erano previste delle attenuanti per l’omicidio della propria moglie.Ora analizziamo questa frase, il suo significato? Io uomo, dal momento in cui mia moglie ha una relazione con un’altra persona, sono giustificato per il fatto di averla uccisa. Come se fosse una questione d’onore a poter decidere chi deve ancora respirare e vedere l’alba del giorno seguente.

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza.

Rita Levi Montalcini

Parliamo di quelle donne che quando l’orlo della gonna non poteva essere più in alto delle ginocchia hanno lottato e si sono battute come se indossassero dei pantaloni. Quelle che nella cultura hanno visto i primi traguardi, le prime lauree in ambito scientifico, i primi libri pubblicati. Quelle che per prime hanno goduto della loro indipendenza, dei propri averi. Per quanto mi riguarda ammiro anche quelle donne che le problematiche femminili le hanno anticipate ed occultate in un libro, che hanno creato una Elizabeth Bennet forte e decisa, arrogante ed in grado di esprimere il suo pensiero nonostante la realtà non lo permettesse, che hanno rivendicato il diritto ad avere soldi ed una stanza tutta per sé dove scrivere , quelle che vivendo all’ombra della fama del proprio marito hanno comunque creato un Frankenstein, che nonostante lo scorrere del tempo resta un capolavoro della letteratura europea.

In ogni caso eviterei di fare “di tutta l’erba un fascio”, nella mia bolla di positivismo esalterei quegli uomini che hanno creduto nelle capacità delle mogli o delle figlie, che non sentivano l’intelligenza di una donna come un affronto alla propria, come George Austen, attento all’educazione delle figlie, al contrario del padre di Emily Dickinson che le comprava molti libri pregandola di non leggerli per paura che scuotessero la mente. Allo stesso modo darei atto a quegli uomini che riconoscono l’importanza di una donna e delle sue battaglie. C’è un femminismo di tipo più “estremista” che non condivido, non sono contro il genere maschile esaltando la donna perché superiore. Sono a favore della meritocrazia e del libero arbitrio. Della perseveranza e dell’impegno. Se questi principi fossero rispettati in pieno sarei felice allo stesso modo nel caso in cui un posto di lavoro fosse ottenuto da un uomo o da una donna, ma purtroppo non è cosi. Ancora ci sono agenzie in cui un uomo viene pagato più di una donna con la stessa medesima esperienza, talvolta anche di una più qualificata di lui.

Non voglio battermi per la superiorità femminile, voglio lottare perché un giorno vorrei poter guardare mia figlia o mia nipote e non essere preoccupata della sua incolumità ogni volta che mette piede fuori casa, cosi come vorrei che i suoi meriti le venissero riconosciuti, vorrei invogliarla a seguire i suoi sogni con impegno perché un giorno verrà valutata allo stesso modo in cui lo sarebbe un uomo.