All’Italia e agli italiani

Giorno 6.

L’Italia è un paese di persone che generano e desiderano affetto. Qui ci si bacia anche se l’ultima volta che si è stati insieme è stata venti minuti fa, qui ci si sorride e ci si tocca, anche mentre si parla, che poi gli italiani gesticolano e ti devono toccare, se no sembra che non possano esprimere un concetto ma, allo stesso momento, detestano chi mentre parla li tocca. Siamo strani, siamo contorti e sì, capirci è un’arte.

Viviamo in un momento di pericolo assoluto, ci sono direttive dal governo estremamente limitative: non toccatevi, non oltrepassate il metro di distanza dalle altre persone, anzi non uscite proprio se non per andare a lavorare, che poi se non possiamo uscire… restano aperte solo le attività che forniscono i beni necessari, farmacie, supermercati, ma attenzione questo pericolo non è visibile, c’è, è ovunque ma non è tangibile, non sottovalutatelo, un virus non si paleserà davanti a voi chiedendo garbatamente se può entrare, lo farà e gli verrà davvero facile. La diffusione per via aerea è molto rapida, esattamente come prendere un’influenza. Tutti l’abbiamo avuta più volte nella nostra vita e se è così facile contagiarci per un’influenza, perché non dovrebbe esserlo per il Covid-19?

Parliamo di un virus nuovo, apparso da pochi mesi, che ha causato quasi 5000 morti nel mondo, che non ha una cura, ma ha sintomi comunissimi per cui potrebbe essere tranquillamente confuso con un raffreddore. Si tratta di una pandemia e va affrontata come tale.

pandemìa s. f. [rifacimento di epidemia secondo l’agg. gr. πανδήμιος «di tutto il popolo» (v. pandemio)]. – Epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territorî e continenti: pinfluenzalepvaiolosa.

Enciclopedia Treccani

Noi italiani abbiamo un problema, una necessità forte ed impellente di vivere in gruppo, noi prendiamo il caffè al bar in 7 o 8 persone, siamo pieni di paesi, anche nelle città, alcuni quartieri anzi ai paesi fanno proprio invidia. Noi necessitiamo della folla, quindi l’isolamento non lo conosciamo proprio, non ne siamo capaci, portiamo fuori il cane 15 volte quando prima ne usciva due, dimentichiamo qualcosa al supermercato per poter riscendere e casualmente fino a ieri avevamo la sagoma stampata sul divano ma questa quarantena ci ha fatto capire che nella vita volevamo essere persone sportive, quindi tutti a fare attività fisica al parco (allarme spoiler: poi probabilmente non la faremo e ci ritroveremo a passeggiare in tenuta da palestra). Forse non abbiamo capito realmente la situazione. Se portiamo i piccoli di casa a giocare al parco non gli alleggeriamo la situazione, li mettiamo in pericolo. Se vogliamo per forza uscire a fare l’aperitivo con gli amici, non stiamo lottando per essere liberi, stiamo creando un ambiente con altissime possibilità di contagio.

In un momento del genere, in cui è un pericolo anche andare in farmacia, pensate ai vostri nonni, che sono i più deboli della famiglia e che hanno le minori possibilità di sopravvivere al contagio, pensate ai vostri padri o alle vostre madri se devono comunque andare al lavoro, pensate al rischio che corrono e alle preoccupazioni che devono avere, perché se voi potete essere al sicuro in casa, in quarantena, è merito loro e probabilmente adesso è arrivato il momento di invertire le parti, preoccupiamoci per loro, prendiamocene cura, aiutiamoli ad essere attenti, quella sensazione che provate alla bocca dello stomaco quando escono, loro la provano dal primo giorno in cui hanno scoperto la nostra esistenza, quando ancora non potevano tenerci tra le braccia. Pensate alle persone che lavorano incessantemente negli ospedali per cercare di salvarci la vita e a coloro che sono lì in attesa di sapere se sarà l’ultimo giorno in cui potranno vedere il mondo.

Voglio parlare anche delle persone che si sono ritrovate divise da tutto questo, voglio parlare degli innamorati, dei fratelli, dei genitori e dei figli, di coloro che si trovavano in parti diverse del mondo quando tutto questo casino è iniziato e che ora lo devono affrontare senza una parte del loro cuore, ma nonostante questo cercano di seguire le regole, di non uscire, anche se l’amore poi non lo controlli, lo sa dove deve andare e tenerlo a freno è davvero complicato. Per voi che riuscite a restare lontani nonostante tutto, avete davvero la mia stima.

Non stiamo vivendo uno scherzo, le strade non sono vuote perché è agosto e sono tutti in vacanza. La situazione è grave. I contagi aumentano, i morti anche, si guarisce, ma non tutti riescono. L’Italia è un paese di persone che generano e desiderano affetto, faremo dei sacrifici enormi in questo momento, ma pensiamo a quanto potremo stringerci e finalmente questa situazione di panico finirà, pensiamo a quelle persone che amiamo così tanto e che non abbiamo qui vicino, pensiamo a tutte quelle volte in cui avremmo voluto tenergli forte la mano e dirgli di non avere paura, perché insieme si può affrontare ogni cosa. Pensiamo a quanto noi italiani sappiamo aiutarci e a tutte quelle persone che in un momento simile hanno cantato l’inno di Mameli dalla finestra.

Italia noi ci siamo, ci stiamo sforzando, stiamo rimanendo a casa e lo facciamo per te, perché ti abbiamo voluta esattamente così, unita, come nostra patria, siamo molto fieri di te e stiamo cercando davvero di proteggerti.

#Iorestoacasa #Andràtuttobene

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